Contenuto principale

Messaggio di avviso

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Clicca Qui per ulteriori informazioni.

Attestato di partecipazione al concorso letterario nazionale scrittori di classe "Salviamo il pianeta" attestato libroAntologia di testi originali elaborati dagli alunni della classe 2C a.s.2017/18 54278637 625296231251126 8878175095684595712 n Galleria Fotografica Progetto "Una carezza in un pugno"

Ai ragazzi piace navigare, ed è questa la chiave di ingresso per poter entrare in empatia, conquistarne la fiducia per poi dialogare liberamente senza la paura di incorrere in giudizi affrettati e, a volte, lesivi quanto e più della minaccia cibernetica.  Infatti lo scoprire dopo attente valutazioni, il modo di navigare di un figlio o di un alunno, con un livello di rischio medio/alto, non deve comportare l’andare in panico e, in buona fede, intervenire istintivamente con reazioni eclatanti e confuse. È opportuno fermarsi un attimo a riflettere, prendere consapevolezza della entità del problema ed analizzare con calma tutte le possibili vie di soluzione efficace del problema. L’adulto deve camminare a fianco del giovane,  lo deve incoraggiare, deve fargli sentire che non ha paura di dimostrare anche le sue insicurezze, quando gli chiede un consiglio o notizie su qualche argomento che il giovane conosce meglio. L’adulto mostrando che anch’egli ha bisogno di aiuto si fa “prossimo” al giovane e ne diventa complice. Una volta stabilito il contatto empatico, occorrono le conoscenze “tecniche”, gli approcci scientifici al problema cyber bullismo dei massimi esperti sul fenomeno. Conoscere dati, la casistica particolareggiata e meditata di alcuni episodi eclatanti, gli strumenti a disposizione per poter intervenire (es. il TABBY). Ovvio che queste vie devono essere a conoscenza dell’adulto, il quale si deve formare ed informare, ma soprattutto deve divulgare, perché solo la conoscenza potrà sconfiggere il marcio che si nasconde nelle pieghe di un atteggiamento anomalo, quando tutti fanno finta di non vedere. Infine, ma non ultimo, è importante sapere e far sapere che la legge dello Stato tutela con regole severe il navigare in rete.  Essere fermi nell’affermare che il cyber bullismo è REATO e che vanno coinvolte le istituzioni, nello specifico La Polizia Postale, ma anche tutte le associazioni impegnate sul campo. Conoscere l’iter della denuncia è fondamentale.

Cyberman